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ROMA-A-NAPOLI-POST-1936Il porto di Napoli era ormai un fiume di lacrime, erano sempre tanti quelli che si commuovevano ogni volta che un’imbarcazione si staccava dal molo con i suoi carichi di emigranti. Mi domandai ancora una volta che tipo di sensazione avrei provato ad andarmene da qui e pensai agli amici di mia madre che non facevano altro che parlare di quanto amassero l’Italia, tanto che qualcuno, ascoltandoli, avrebbe potuto immaginare che la penisola avesse più la forma di una donna nuda che di uno stivale. […] Accanto a me, sul pontile, vidi una vecchia signora italiana vestita di nero; la sua voce risuonava forte sull’acqua: “Siete fortunati, siete fortunati! vedrete il Nuovo Mondo voi!”, ma l’uomo a cui gridava quelle parole, un uomo davvero vecchio, stava piangendo come un bambino.

(John Cheever, Boy in Rome)

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