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Chiavi[…] il primo principio suggerito dal Codice Culturale è che l’unico modo efficace per capire che cosa la gente vuole dire davvero è ignorare ciò che dice. Ciò non equivale ad affermare che le persone mentano deliberatamente o presentino se stesse in maniera distorta. Significa invece, che, quando rispondono a domande sui loro interessi o sulle loro preferenze, tendono a dire ciò che, a loro parere, l’intervistatore vuole sentirsi dire. Ancora una volta, non lo fanno perché vogliono travisare intenzionalmente la realtà, ma perché rispondono alle domande utilizzando le zone della corteccia cerebrale che controllano l’intelligenza, e non le emozioni e l’istinto. DI fronte a una domanda, la valutano attentamente, la elaborano e, quando formulano una risposta, essa è frutto di una riflessione consapevole. La gente non crede affatto di mentire, e la macchina della verità potrebbe confermarlo. Nella maggior parte dei casi, tuttavia, le persone non dicono ciò che vorrebbero dire realmente. […]

Anche le persone più riflessive si trovano raramente a stretto contatto con il subconsio; l’interazione con questa forza potente che guida molte delle nostre azioni è assai limitata. Quindi, di fronte a una domanda, diamo una risposta che appare logica, spesso proprio quella che l’intervistatore si aspetta, ma che in realtà non rivela le forze inconsce che condizionano a priori i nostri sentimenti. Ecco perché sondaggi e inchieste, molto spesso, risultano fuorvianti e inutili: esse analizzano quello che la gente dice, e non quello che vuole dire davvero.

(Clotaire Rapaille, Il codice nascosto)

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