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Rapaille[…] Le emozioni sono l’elemento cruciale per l’apprendimento e per l’imprinting. Quanto più un’emozione è forte, tanto più profondamente viene appresa l’esperienza.

[…] Le emozioni creano una serie di connessioni (che io definisco “autostrade mentali”), che vengono rafforzate dalla ripetizione.

 

[…] Apprendiamo la stragrande maggioranza delle cose da bambini. Già all’età di sette anni quasi tutte lo nostre autostrade mentali sono state costruite, ma le emozioni continuano a fornirci nuovi imprinting per tutta la vita.

[…] Anch’io ebbi un’esperienza indimenticabile con l’apprendimento di un’espressione americana quando iniziai a insegnare al Thomas Jefferson College, poco dopo il mio arrivo negli Stati Uniti, negli anni ’70. Avevo appena iniziato a imparare l’inglese americano. Tenevo le lezioni in un’aula ampia, senza finestre; il primo giorno, mentre stavo spiegando gli obiettivi del  mio corso, uno degli studenti mi urlò: “Watch out!” [che, in inglese americano significa, “Attenzione!”, NdT]. Non avevo mai sentito quell’espressione prima e quindi non avevo idea di cosa volesse dire. Il mio cervello si mise immediatamente alla ricerca di una definizione. “Watch”, significava “guardare”, “out” poteva significare “fuori”. Forse quello studente voleva che guardassi fuori… no, non era possibile: non c’erano finestre nell’aula. Naturalmente tutto ciò avvenne in un nanosecondo, dopodiché una parte del soffitto mi crollò sulla testa e mi ritrovai disteso a terra, sanguinante, in attesa dell’arrivo dei paramedici. Quantomeno ora so cosa significa l’espressione “watch out”: ogni volta che la sento, ancora adesso, guardo istintivamente verso il soffitto per controllare che non stia per cadermi addosso.

(C. Rapaille, Il codice nascosto)

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