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The nationalistTutti gli anni, il 1° maggio, vengo qui, in questo locale, a ricordare la funesta ricorrenza, almeno io la penso così, con la bandiera del mio Paese stretta fra le mani. E prima di me veniva mio padre. E prima ancora mio nonno. Sempre lo stesso giorno.

E tutti gli anni, mentre fumo le sigarette, sorseggiando ogni tanto qualche scotch, rigorosamente “scotch”, osservo gli avventori del pub che mi guardano, non capiscono e ridono; a volte di nascosto per non farsi notare.

Ogni volta mi chiedo, senza riuscire a darmi una risposta, se ridono perché non sanno cosa stia facendo o semplicemente perché non sappiano il vero motivo per il quale io sia qui.

Io invece so perché loro sono qui e festeggiano; come se il “lavoro” fosse la cosa più importante al mondo. C’è ben altro, cari signori. C’è ben altro. C’è la libertà!

(The nationalist, Jack Vettriano)

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