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 solitudine

Il vestito: un tailleur, quello nero di sempre. La postazione: appoggiata allo schienale della poltrona, quella di sempre, rivolta verso la finestra, scrutando le figure impalpabili che si muovevano lungo la strada. Tutto come sempre, come l’attesa per quell’appuntamento che rimaneva costantemente disatteso, da sempre. Ma forse era così perché tutto ciò era solamente il frutto delle sue fantasie. Sogni di una ragazza, divenuta donna, condannata alla solitudine proprio dalla sua bellezza e costretta a immaginare teneri e passionali incontri per dare vita a relazioni inesistenti.
(I. Vettriano, In thought of you)

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