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Serralunga d'Alba LangheNei giorni scorsi ho letto un piacevole articolo, pubblicato su Pagina99 e scritto da Marco Giacosa, intitolato “le Langhe della malora che distillano oro“. Una narrazione, composta da brevi paragrafi, di un viaggio fatto dall’autore nelle Langhe, sua zona d’origine; un “viaggio” anche nella memoria, dalla quale emergono ricordi, pensieri e constatazioni. Una di queste, relativa alla notorietà di Alba, città fulcro attorno alla quale ruota il territorio, mi ha colpito in modo particolare. Desidero riportare questo passaggio, riprendendo così a scrivere e pubblicare sul blog, dopo un lungo tempo di latitanza.

PS. L’articolo, è stato pubblicato sull’edizione di pagina99 datata venerdì 12 agosto 2016.

[…] Prima, ad Alba i turisti venivano soltanto per la fiera del tartufo, che fu inventata nel 1929 e aveva nome Fiera campionaria a premi dei rinomati tartufi delle Langhe. Quando andavamo in gita e incontravamo ragazzi di altre città, d’Italia chiedevamo loro se conoscessero Alba e la maggior parte non la conosceva. La stessa cosa capitava al mare in Liguria, quando parlavamo con ragazzi di Milano. Elencando poi i motivi per cui Alba sarebbe dovuta essere conosciuta dicevamo il Tartufo, la Nutella, il vino, al liceo ci spingevamo a dire Fenoglio. E Alba era conosciuta soltanto per il Tartufo.

Oggi a questa domanda tutti direbbero sì. Alba la conosco; magari non saprebbero posizionarla sulla cartina, se a sud o a nord del Piemonte, ma sicuramente saprebbero di lei. E oggi Alba è conosciuta per il tartufo, sunz’altro per i vini, molto probabilmente per la Nutella, oggi forse anche per Fenoglio. […]

(estratto da le Langhe della malora che distillano oro, Marco Giacosa, Pagina99, 12 agosto 2016)

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